L'odissea - riassunto

 

L’Odissea è un poema del IX secolo avanti cristo. La data non è certa.

E’ poema del ritorno

«L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo
errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia;»

L'Odissea è uno dei due grandi poemi epici greci attribuiti al poeta Omero. Narra delle vicende riguardanti l'eroe Ulisse dopo la fine della Guerra di Troia, narrata nell'Iliade. Assieme a quest'ultima, rappresenta uno dei testi fondamentali della cultura classica occidentale e viene tuttora comunemente letto in tutto il mondo sia nella versione originale che nelle sue numerose traduzioni.

Epici = che raccontano di gesta eroiche

Eroe = persona di eccezionale coraggio, che compie azioni eccezionali.

Iliade: la guerra inizia così: Paride, principe troiano, rapisce Elena, moglie del re spartano Menelao.

 

ODISSEA (riassunto)

Canto I

La guerra è durata dieci anni. I Greci hanno vinto e sono ritornati nelle loro città.Veramente non tutti sono tornati: alcuni hanno scelto nuove città, altri sono morti… ma di Ulisse nessuno ha notizie da dieci anni. E’vivo? Dov’è? Con chi è? Perché non torna?

Minerva è la dea che protegge Ulisse: sa che lui è prigioniero in una distante piccola isola.  E’ prigioniero di Calipso, figlia di Atlante.

Calipso tiene Ulisse prigioniero, ma senza violenza.Calipso ama Ulisse, ma le sue parole dolci diventano  catene. Ulisse non è felice, vuole fare ritorno alla sua isola, Itaca, e alla sua famiglia.

Minerva chiede a Zeus di aiutarlo. Gli chiede di mandare il suo messaggero, Mercurio, da Calipso, per ordinarle di liberare Ulisse.

Minerva chiede: come può tornare? Non ha una nave?

Zeus risponde: Lui conosce il mare come nessuno, basta una zattera. Manderò Mercurio.

Minerva sorride e dice: voglio andare a Itaca, a trovare Penelope e Telemaco, moglie e figlio di Ulisse. Ulisse ha visto suo figlio appena nato, e ora ha vent’anni. La famiglia ha aspettato per venti anni il ritorno di Ulisse. Ora la situazione per loro è drammatica: i nobili dell’isola sono prepotenti, hanno occupato la casa di Ulisse. Hanno deciso che uno di loro sposerà Penelope, per prendersi regno e ricchezze. E Telemaco è solo, e troppo giovane per mandare via i Proci.

Gli abitanti di Itaca non si ribellano perché sono rassegnati, pensano che il re non tornerà.

Penelope ha ingannato i Proci: ha cominciato a tessere una tela, e ha promesso di sposare uno di loro alla fine del lavoro. Ma penelope di nascosto disfa la tela ogni notte, e il lavoro non finisce mai.

Ma i Proci un giorno hanno scoperto l’inganno.

Minerva pensa: occorre far presto! 

 

 

Canto II

Mentre i Proci mangiano, bevono, ridono, e fanno festa, i servi chiamano Telemaco: è arrivato uno straniero. Lo straniero è alto, forte e di nobile aspetto.

Telemaco gli dice:

-       Benvenuto, amico! Chi sei? Da dove vieni?

-       Mi chiamo Mente. (Mente è in realtà Minerva…che si è trasformata). Cerco Ulisse, tuo padre.

-       Non c’è, non è tornato da Troia. Probabilmente è morto.

-       E quelli chi sono?

-       Sono i Proci. Sono cattivi e vili… mangiano e bevono, e distruggono le nostre ricchiezze..

-       E tu, cosa fai, Telemaco? Vai a cercarlo, forse non è morto.

Telemaco riflette. Comincia a sperare. Forse Ulisse non è morto. Capisce che Mente è un dio.

-       Sono rimasto qui per proteggere mia madre, ma devo fare di più. Devo partire e cercare mio padre.

Telemaco non ha una nave per il viaggio, ma Minerva gliene fa trovare una in riva al mare .E manda da lui molti giovani.

Telemaco non conosce l mare, ma Minerva lo guida e protegge. Gli dice di andare da Nestore, a Pilo. Nestore, che forse può dargli notizie del padre e buoni consigli.

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